• Veronica Giuliani

Cane da Pet Therapy si o no?

Avendo un allevamento di golden retriever, cane per elezione immaginato come "Pet Therapist", riceviamo quotidianamente telefonate da famiglie che su consiglio di un professionista medico si rivolgono a noi per adottare un cucciolo nella speranza che il cane possa aiutare la persona disabile nel percorso di cura.

Sebbene un cane spesso aiuti davvero perché capace di una comunicazione molto più basilare e di un approccio sensibile che permette quindi l'instaurarsi un rapporto semplice e spontaneo non bisogna considerare la situazione semplice e scontata. Un cane può essere un grande aiuto laddove sia felice, rispettato nella sua natura e nelle sue esigenze etologiche e gestito da una persona consapevole che dedichi all'animale tutte le ore necessarie affinché queste condizioni si realizzino MA solo se queste condizioni si realizzano può essere un aiuto: altrimenti la famiglia si ritroverà (come spesso succede con esiti davvero tristi) con un cane carico di energie che non riesce a sfogare, privo di regole e di educazione e talmente vivace ed irruente da non poter essere d'aiuto anzi, diventando un grosso problema per tutta la famiglia. Diciamoci poi la verità: i cani non sono per tutti, nemmeno se te li prescrive il dottore! Questo è un aspetto della situazione spesso sottovalutato dalla maggior parte dei medici ma che in finale mette fortemente in crisi le famiglie che un pò avventatamente acquistano il cane dando per scontata la situazione e si trovano magari con il cucciolo "sbagliato" che non riesce ad incanalare lo stress nella maniera corretta, che si chiude a riccio nel suo mondo andando poi a manifestare problemi comportamentali. Ecco perché quando una persona ci chiede un cane per accompagnare un disabile procediamo con i piedi di piombo consigliando il cucciolo più idoneo ed obbligando la famiglia a seguire con noi un percorso pre adozione da svolgersi in compagnia del cucciolo selezionato in modo da fornire tutti gli strumenti per poterlo accogliere e gestire nella maniera corretta ed in modo da gettare delle solide basi per il rapporto che ci si aspetta di creare.

Non tutti i cuccioli sono giusti, non perché abbiano qualcosa di sbagliato ma perché a seconda della disabilità e della gravità della stessa va selezionato un cucciolo con determinate prerogative, un determinato temperamento ed una determinata tempra in modo da poterlo inserire serenamente nel suo ruolo futuro. E' importante che il cane abbia in casa un referente ovvero una persona che si occupa di lui in maniera consapevole e che si impegni, prima dell'adozione e durante tutta la vita del cane, al soddisfacimento di tutte le sue esigenze in modo da garantirne il benessere psico fisico e ciò avviene anche (e non solo) seguendo un percorso di studio che comprenda tutta la comunicazione intra ed inter specifica in modo da poter cogliere i comportamenti normali ed innocui e viceversa tutti i segnali di stress evitando così spiacevoli incidenti.

Per quanto anticipato, l'obiettivo del nostro allevamento è quello di selezionare soggetti ad hoc che, non per forza sono presenti in tutte le cucciolate, perché "cerchiamo il cane giusto per quella determinata situazione" e quindi il percorso di adozione è senza fretta ed è in accompagnamento della futura famiglia, passo a passo, e solo quando questa è pronta alla nuova vita cinofila allora il cucciolo lascerà l'allevamento per affrontare la nuova avventura con la serenità di tutti.

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